venerdì, 23 novembre 2007
Santa Maria
Strela do dia
Mostra- nos via
Pera Deus e nos guia
Ca veer faze- los errados
Que perder foran per pecados
Entender de que mui culpados...

Vergine nera del Monserrato (Statua lignea, XII secolo)
lunedì, 23 luglio 2007
Alas, my love, you do me wrong,
To cast me off discourteously.
For I have loved you well and long,
Delighting in your company.
Greensleeves was all my joy
Greensleeves was my delight,
Greensleeves was my heart of gold,
And who but my lady greensleeves.
Your vows you've broken, like my heart,
Oh, why did you so enrapture me?
Now I remain in a world apart
But my heart remains in captivity...
martedì, 26 giugno 2007
“Non poltrire su un inetto giaciglio,
e non lasciare che lo smarrimento t’assalga:
intraprendi un viaggio sul limpido mare,
per scoprire se è in tuo potere di trovare
Tir na mBan, la terra delle donne”
Con questi versi le quattro sorelle più famose del panorama musicale medievale iniziano il loro viaggio alla ricerca di Tir na mBan e di tutti gli altri universi femminili di cui il medioevo è il celebratore per eccellenza.
Tir na mBan, l’isola delle misteriose maghe su cui gli uomini possono intrattenersi dimenticando lo scorrere del tempo e della vita. Tir na mBan, terra della vita.
L’ensamble la Reverdie compie con questo album un passo verso le, talvolta trascurate, suggestioni celtiche della musica medievale europea.
Diciotto meravigliosi brani divisi per quattro categorie ideali.
Serca/Amores , l’amore, la gioia: il sensuale brano strumentale Tir na mBan, interpretato superbamente dalla viella di Elisabetta de Mircovich, trasuda la passione delle donne.
Discreta versione del lamento di Tristano e la Rotta.
Banflaith /Regalitas, Sovranità : la sovranità terrena della donna sui sensi dell’uomo, o quella celeste della Vergine. Meraviglioso il brano Nobilis Humilis magne martir.
Echtrai /Casus, l’avventura e la casualità, poi il destino : S’on me regarde/Prenès i garde/Hè mi enfant, suprema.
Fisi/ Visiones, la visione della Vergine, immagine di antiche divinità pagane : Prima cedit femina, Mulierum, interpretazioni magistrali.
Un album suggestivo, visionario e passionale da ascoltare anche con la testa.
Insula Feminarum, résonancés médiévales de la feminitè Celte.

martedì, 01 maggio 2007

Sbalorditivo
lunedì, 26 febbraio 2007
Scritto a Napoli probabilmente nel 1280 per il divertimento della corte angioina , il jeu de Robin et Marion è il più antico testo teatrale musicato in lingua d’oil.
Adam de la Halle (o meglio detto “Adam il gobbo”, che richiama un po’ la figura del jongleur itinerante così come oggi è nell’immaginario comune) , sommo poeta e ultimo trovatore francese, in questa Pastorella medievale narra della giovane Marion che ,per essere fedele al suo pastore Robin, resiste alla corte del prepotente chevalier di turno, mentre Robin medita con i suoi compagni sul da farsi.
Su tutte vincono le canzoni popolari come “Robin m’aime, Robin m’a” che estremamente vive, ironiche, ricche di riferimenti a situazioni assolutamente realistiche di una corte francese , ci proiettano ,con un po’ di immaginazione, all’interno della corte angioina di Napoli.
Magistrale prova cantata dei Micrologus in questo album/concerto.
Se la prima volta lo si ascolta nella Cappella Palatina del Maschio Angioino di Napoli allora la suggestione farà da padrona.
Assolutamente meraviglioso il jeu “ Bergeronnette , douche baisselete”
sabato, 06 maggio 2006

Laudar vollio per amore
lo primer frate minore.
San Francisco, amor dilecto,
Cristo t’à nel suo cospecto,
perhò ke fosti ben perfecto
e suo diricto servidore.
Tutto el mondo abandonasti,
novell’ordine plantasti,
pace in terra annuntiasti
come fece el salvatore.
In tutte cose lo seguisti,
vita d’apostoli facesti,
multa gente convertisti
a laudari el suo gran nome.
Tanto fosti amico a Deo
ke le bestie t’ubidièno:
l’ucielli in mano a te venièno
a udir lo tuo sermone.
Codice 91 di Cortona
martedì, 21 marzo 2006

DOMENICA 19 MARZO
Spettacolare prova artistica dei Micrologus nella chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli. “Canti dell’antico mare”, concerto incentrato sul repertorio medievale di tradizione mediterranea , dalle Cantigas ai suoni andalusi. Superba Patrizia Bovi con l’arpa e con il canto, anche con la raucedine non potrebbe mai deludere. Favolosi Adolfo Broegg alla guitarra latina e Gianni de Gennaro con la viella, quest’ ultimo piacevole scoperta nel canto dei poemi mozarabici. Il versatile Goffredo Degli Esposti stupisce per la capacità di saper suonare, in uno stesso brano, quattro strumenti diversi e non sono da meno Gabriele Miracle e Gabriele Russo , rispettivamente ribeca e naqquara. Meraviglioso adattamento strumentale della cantiga n 4 , perfetta interpretazione delle cantigas de amigo Mia yrmana fremosa e Quantas sabedes amar amigo.Suggestivi i poemi mozarabici tra ritmi calzanti e romantiche melodie, rimodulati sulle cantigas.Dolci e mistici i brani popolari dei miracoli della Vergine raccolti dal saggio re Alfonso.
Perfezione, armonia, Medioevo… e autografo di Patrizia Bovi!!
Cantigas de Santa Maria (Cantiga n. 4)
Cantigas de amigo
Ondas do mar
Mandid’ei comigo
Mia yrmana fremosa
Ay Deus
Ay ondas
Quantas sabedes amar amigo
Kharjas- poemi mozarabici
Mio sidi Ibrahim
Al sa’amu mio bali
Ya matre mya
Tanto amare, tanto amare
Garid bos,ay yermanellas
Las afeitas de la novia
Cantigas de Santa Maria
Nas Coitas devemos
Tantos vay Santa Maria
Gran poder a de mandar
O ffondo do mar
martedì, 07 giugno 2005

Esta è de loor de Santa Maria
Il sapiente sovrano di Castiglia Alfonso X el Sabio (1221-1284) lascerà ai posteri e a quanti sapranno apprezzare, delle meravigliose cantigas dedicate alla Virgen.
Fortunata Florentia per il possesso di uno dei quattro codici esistenti di queste composizioni divise in preghiere, narrazioni di miracoli e lodi, Toledo e l’Escorial (dove ci sono i codici più completi delle cantigas) avranno la stessa fortuna. Ovviamente con le quattocentoventotto cantigas faranno i conti i Micrologus nell’album “Madre de Deus”, piccola raccolta di quindici cantigas interpretate superbamente da Patrizia Bovi e dagli altri quattro musici.
Si comincia con A Madre do que livrou, in cui attesa e speranza si fondono con la melodia della CSM 4, narrazione di un miracolo fatto a un fanciullo di Bourges.
Madre de Deus (CSM 422) esprime tra tutte il momento fondamentale della preghiera intensa e allo stesso tempo disperata, così lontana da quelle sacre danze ai piedi del santuario del Montserrat.
Madre de deus ora por nos , teu Fill’ essa ora.
Nenbre-sse-te Madre, dolcezza e commozione riecheggiano nonostante la tematica apocalittica del giudizio finale, come anche in Rosa das Rosas versione lenta e intensa già interpretata dai Chominciamento di gioia in chiave più folcroristica. In Quen boa dona querrà la combinazione di coro e voce solista crea un gioco accattivante come in Ontre toda las vertudes che presenta tratti fortemente orientali.
L’infermità di Alfonso recherà lo spunto per Santa Maria valed ai Sennor.
Si conclude con l’allegra danza Nas mentes sempre teer, preghiera dei crociati in terrasanta.
Piccolo appunto sul libretto del cd, in cui gli approfondimenti alle Cantigas nonché le traduzioni, sono scritti in spagnolo, tedesco, francese e inglese ma non in italiano.
Grande raccolta.
mercoledì, 04 maggio 2005

Tempus transit gelidum, mundus renovatur,
verque redit floridum, forma rebus datur.
Avis modulatur, modulans letatur
Avis modulatur, modulans letatur
lucidior et lenior aer iam serenatur;
iam florea, iam frondea silva comis densatur...
domenica, 27 marzo 2005
...Mas presto ven kolomba
mas presto ven kon mi
mas presto ven kerido
korre i salvame...
vieni presto colomba/vieni vieni presto a me/vieni più in fretta mio amato/corri a salvarmi
La rosa enflorece, XIV secolo, Anon.sefardita