martedì, 26 giugno 2007
“Non poltrire su un inetto giaciglio,
e non lasciare che lo smarrimento t’assalga:
intraprendi un viaggio sul limpido mare,
per scoprire se è in tuo potere di trovare
Tir na mBan, la terra delle donne”
Con questi versi le quattro sorelle più famose del panorama musicale medievale iniziano il loro viaggio alla ricerca di Tir na mBan e di tutti gli altri universi femminili di cui il medioevo è il celebratore per eccellenza.
Tir na mBan, l’isola delle misteriose maghe su cui gli uomini possono intrattenersi dimenticando lo scorrere del tempo e della vita. Tir na mBan, terra della vita.
L’ensamble la Reverdie compie con questo album un passo verso le, talvolta trascurate, suggestioni celtiche della musica medievale europea.
Diciotto meravigliosi brani divisi per quattro categorie ideali.
Serca/Amores , l’amore, la gioia: il sensuale brano strumentale Tir na mBan, interpretato superbamente dalla viella di Elisabetta de Mircovich, trasuda la passione delle donne.
Discreta versione del lamento di Tristano e la Rotta.
Banflaith /Regalitas, Sovranità : la sovranità terrena della donna sui sensi dell’uomo, o quella celeste della Vergine. Meraviglioso il brano Nobilis Humilis magne martir.
Echtrai /Casus, l’avventura e la casualità, poi il destino : S’on me regarde/Prenès i garde/Hè mi enfant, suprema.
Fisi/ Visiones, la visione della Vergine, immagine di antiche divinità pagane : Prima cedit femina, Mulierum, interpretazioni magistrali.
Un album suggestivo, visionario e passionale da ascoltare anche con la testa.
Insula Feminarum, résonancés médiévales de la feminitè Celte.

venerdì, 08 giugno 2007
[...]
Io veggio in quella, ognora ch’io mi specchio,
quel ben che fa contento lo ‘ntelletto :
né accidente nuovo o pensier vecchio
mi può privar di sì caro diletto.
Qual altro dunque piacevole oggetto
potrei veder giammai,
che mi mettesse in cuor nuova vaghezza?
Non fugge questo ben, qualora disio
di rimirarlo in mia consolazione;
anzi si fa incontro al piacer mio
tanto soave a sentir, che sermone
dir nol poria né prendere intenzione
d’alcun mortal giammai,
che non ardesse di cotal vaghezza.
E io, che ciascun’ora più m’accendo,
quanto più fiso gli occhi tengo in esso …
Boccaccio, Decameron I,10
lunedì, 04 giugno 2007
L’eretico Pierre Maury di Montaillou non tornò più a casa, durante il suo viaggio fu catturato e imprigionato, non sappiamo nulla sulla sua morte che avvenne probabilmente in prigione.
Galia ebbe ragione.