Scenari medioevali

...amantata non son como vorria di gran vertute né di placimento; ma, qual ch'i' sia, aggio buono volere di senire con buona cortesia a ciascun ch'ama sanza fallimento: ché d'Amor sono e vogliolo ubidire..."

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giovedì, 30 novembre 2006



Il romanzo della Yourcenar  in passato e il monologo interpretato superbamente da Albertazzi , pochi giorni fa, hanno contribuito non poco a creare i contorni poetici e intimisti ,seppure nel mio immaginario, della figura di Adriano.
                           
Chi non ha riconosciuto nei celebri versi “ Animula vagula, blandula /Hospes comesque corporis,/Quae nunc abibis in loca / Pallidula, rigida, nudula, /Nec, ut soles, dabis iocos”  un uomo dall’animo sensibile e puro? … Iacopo da Varazze.
 
 
Mentre guardavo Albertazzi muoversi sulla scena ripensavo alla storia di Santa Sofia e le sue tre figlie narrata nella Legenda Aurea.
C’era questa donna turca, cristiana, di  Costantinopoli,Sofia, che aveva tre figlie : Fede, Speranza e Carità.
Insieme alle caste e timorate figlie decise di recarsi a Roma per convertire le matrone pagane. Paragonando questo viaggio a quello del pontifex potremmo osare definirlo un viaggio all'inverso. Da Istanbul a Roma.
“Lì furono poi denunciate ad Adriano, che fu così attirato dalla loro bellezza che le volle adottare come figlie, ma lo rifiutarono come fosse sterco. Fede fu prima battuta da trentasei soldati, poi ,davanti a tutti, le furono tagliate e strappate le mammelle , dalle ferite sgorgò latte, dalle mammelle sangue. La folla gridava vedendo l’ingiusto giudizio dell’imperatore e, piena di gioia, la giovane lo insultò. Come terzo supplizio fu messa su di una graticola incandescente, ne restò illesa, poi nell’olio e nella cera bollente, infine fu decapitata”
“Speranza fu messa in un recipiente pieno di grasso, cera e resina tanto bollente che gli spruzzi che ne uscivano bruciavano gli infedeli, poi la si fece uccidere con la spada.”
“La terza figlia non volle in alcun modo compiacere Adriano e l’imperatore ,con inaudita spietatezza, fattala distendere, le fece spezzare le ossa e le giunture, poi la fece fustigare, bastonare, poi la fece buttare in un forno incandescente dal quale uscì una fiammata lunga sessanta cubiti che uccise seimila idolatri. Ma la giovane ,illesa, camminava in mezzo al fuoco e splendeva come oro. Poi ,quinto supplizio, fu trafitta con trapani incandescenti, e così, fra il tripudio dei martiri, passò dalla spada della passione alla corona della gloria”
La storia si conclude con la madre china sulla tomba delle figlie che supplica di morire con loro. Verrà accontentata. Ma Dio non lascerà impunito il sanguinario imperatore : “Adriano invece imputridì tutto, confessando di aver fatto ingiustamente soffrire i santi di Dio”.
Anche oggi, mentre guardavo il sacro papa passeggiare per Santa Sofia (ex basilica) ho pensato ad Adriano .
                                                 
Per gli interessati : Legenda Aurea , Santa Sofia e le sue figlie, XLVIII
 

Medioevalia | novembre 30, 2006 21:31 | commenti (5) | link