Scenari medioevali

...amantata non son como vorria di gran vertute né di placimento; ma, qual ch'i' sia, aggio buono volere di senire con buona cortesia a ciascun ch'ama sanza fallimento: ché d'Amor sono e vogliolo ubidire..."

tempus fugit
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mercoledì, 24 novembre 2004



 

Oggi avevo un pò di tempo per leggere la mia rivista mensile ((Medioevo)), sono contenta, si comincia a parlare di Petrarca, il senso del macabro e della morte nel medioevo, la val d'orcia , la diplomatica, quando all'improvviso girando la pagina mi ritrovo davanti l'inespressiva faccia di un viso familiare, qualcosa di già visto : Frodo. E no, cavolo, pure qui ... non bastano il cinema , i media, "gli alternativi", adesso pure sul mio amato giornale.Addirittura ben 5 pagine dedicate all'evento kolossal del terzo millennio. Dice l'autore dell'articolo : la saga tolkeniana mette in scena un intero universo medievale. Rispondo : ma dove ?? gli hobbit ? enya nella colonna sonora? probabilmente i cavalli ... Insomma il signore degli anelli l'ho visto anch'io al cinema, non ho letto il libro lo ammetto, non discuto sulla piacevolezza della trama, ma smettiamola di classificare questo film come una pellicola ambientata nel medioevo. Poi sentite questa : "il dualismo , dal sapore vagamente manicheo, tra Bene e Male, visti come unici principi indissolubili e ciclici riporta indubbiamente all'eresia catara e alle sue convinzioni dogmatiche..." ma de che???ma che state a dì??? ma che significa?? dagli hobbit ai catari, questo è troppo ...


Medioevalia | novembre 24, 2004 18:05 | commenti (10) | link


martedì, 23 novembre 2004



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche anno fa mentre mi accingevo a leggere il programma di un esame sulla tanto odiata guida per gli studenti incappai in un nome, Hildegarda di Bingen. Il programma del prof diceva più o meno così : " Poesia e misticismo nelle liriche di una badessa renana : Hildegard von Bingen e la sua Symphonia armoniae caelestium revelationum".Così cominciò un viaggio nel misticismo medievale femminile fatto di visioni e musica. Gli scritti di coloro che le sopravvissero ci dicono che nacque a Bermersheim (vicino Magonza) nel 1098, e che probabilmente a causa di una visione avuta a cinque anni , i genitori preferirono per lei un destino da oblata ...fu rinchiusa nella cella di una monaca bella e giovane , Giuditta, che divenne la sua guida spirituale. Alla morte di questa, Hildegard,. cresciuta in saggezza e virtù, diventò badessa e all'età di 42 anni ebbe una visione che segnò la sua vita di mistica : una luce abbagliante (come dice lei stessa nello Scivias) le infiammò il cuore e il cervello che da allora divennero abili e sapienti nell'interpretazione delle sacre scritture e del Salterio, la stessa visione le ordinò di rendere pubblico tutto ciò che avrebbe "visto" in seguito e così Hildegarda comincia a scrivere. Di questa monaca sapiente ed eclettica ci giungono inni, sequenze, che metterà anche in musica,e opere medico-scientifiche.La sua fama si sviluppò in tutta la Germania e tenne rapporti epistolari con i grandi della terra che andavano a lei come ad un oracolo. La sua grande spiritualità creava un connubio con l'Hildegarda scienziata e medico, difatti il suo orto non era mai sprovvisto di erbe medicinali e il manuale di medicina da lei composto Causae et curae ce ne da testimonianza. Esemplare è la suddivisione che fa Hildegard dei vari tipi femminili : la donna sanguigna ha sangue puro,carne morbida e colorito chiaro, ed è amabile nel rapporto amoroso, la collerica di atteggiamento benevolo ha colorito pallido e attira gli uomini per castità e fedeltà, la donna flemmatica ha un colore nerastro con aspetto severo e mascolino,attira gli uomini ed è lasciva e voluttuosa nei rapporti amorosi, infine la donna melanconica, magra con vene sporgenti sangue scuro e volto grigiastro, oppressa da malanni e sterile, incapace di attirare gli uomini e se Dio o la medicina non l' aiuta muore giovane. Lei si inseriva in  quest' ultimo tipo ... ma vivrà fino a ottant'anni. Nella vastità dell'opera della profetessa mi soffermo sulla musica da lei composta: la musica per lei è manifestazione fisica e trascendente del cosmo, e nonostante non avesse studiato la notazione padroneggiava l'arte musicale e componeva per le sorelle di Bingen. Gli inni sono tra le prime opere insieme alle sequenze e alle armonie celesti, ma il tutto sconfina in quello che io ritengo la sua più grande opera : l' Ordo virtutum. Un dramma musicale che ha per protagoniste sei virtù con a capo la loro regina Umiltà. Vi è l'Anima che è felice o infelice a seconda del momento, i profeti , i patriarchi e il diavolo. L'opera inizia con uno scambio di battute tra i profeti e le virtù che costituiscono le membra del Verbo di Dio, e prosegue sulle vicissitudini dell'Anima. Il miglior ensamble che ha interpretato e rivisitato con precisione e intensità l'opera di Hildegard von Bingen sono i Sequentia che negli album "Canticles of ecstasy" e in "Ordo virtutum" esprimono una spiritualità profetica impregnata delle influenze del canto gregoriano.

"O nobilissima viriditas, quae radicas in sole

et quae in candida serenitate luces in rota

quam nulla terrena excellentia comprehendit

tu circumdata es

amplexibus divinorum mysteriorum..."


Medioevalia | novembre 23, 2004 23:05 | commenti (2) | link


venerdì, 19 novembre 2004



 

 

 

 

 

 

 

 

Ero indecisa ma alla fine l'ho comprato, l'album IN FESTA dei Micrologus, sedici tracce suddivise in 4 momenti suggestivi di vita medievale : della primavera, dell'amore, della notte, cum gaudio. Si comincia con il conductus strumentale Novus Miles di autore anonimo, per dare il via alla prima parte in cui si sente l'eco del risveglio dell'amore, primavera è simbolo del risveglio dei sensi dopo il gelo invernale e quindi le famigerate Tempus transit gelidum e A l'entrada del tens clar , in cui la sublime voce di Patrizia Bovi ci trasporta davvero in altra epoca. In Echo la primavera del trovatore Landini l'allegrezza ci incanta, anche se l'esecutore del pezzo a causa di un evidente accento anglofono non azzecca per niente la pronuncia delle desinenze delle parole. Romantica ed eterea è la douce saison de may ,mentre nella seconda parte del cd, poetica quanto impudica (eh si... per l'epoca beh...)è Under der linden di cui vi scrivo una frase : " sotto il tiglio ,sul prato, dove avevamo fatto il nostro letto, lì puoi trovare fiori ed erbe graziosamente calpestati ..." il resto lo lascio alla vostra immaginazione. Nella parte terza dedicata alla notte abbiamo tre pezzi religiosi interpretati splendidamente, la ballata Stella splendens, tratta dal Llibre Vermell de montserrat, la strumentale Madre de Deus (bellissima), e la suggestiva Reis Glorios in cui l'anglofono da il meglio di se. L'ultima parte dedicata alla festa è un tripudio di liuti, salteri, flauti, vielle... così sembra di essere davvero al Calendimaggio di Assisi ...


Medioevalia | novembre 19, 2004 14:24 | commenti (8) | link


giovedì, 18 novembre 2004



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il condono per i ladri d'arte - Un emendamento alla Finanziaria per far emergere i beni archeologici: basta pagare il 5% del loro valore
Salvatore Settis
La Repubblica, 08/11/2004

Ottime notizie per tombaroli, depredatori e trafficanti di antichità, collezionisti finti e mercanti disonesti: la Finanziaria 2005 ha in serbo per loro un regalo che nemmeno i più cinici osavano sperare.
Secondo un emendamento in discussione in questi giorni al Parlamento, il Codice dei Beni Culturali viene integrato come segue: "I privati possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni mobili di interesse archeologico non denunciati né consegnati a norma delle disposizioni del Codice, ne acquisiscono la proprietà mediante pagamento del 5% del valore", purché vi sia "una dichiarazione dell'interessato attestante il possesso o la detenzione in buona fede".
In altri termini: basta che chi ha occultato beni archeologici anziché denunziarli o consegnarli secondo la legge dichiari che lo ha fatto "in buona fede", e il reato che ha commesso si trasforma in merito: si tiene il maltolto, pagando - sinistra beffa - il 5% del suo valore.
E chi determina il valore? La soprintendenza competente, ovviamente; ma nel caso essa non si esprima in tempo, "la richiesta si intende accolta": l'orrido principio del silenzio-assenso, che già si era insediato nel Codice (ma almeno in modo temporaneo) per un diktat di Tremonti diventa in tal modo, come era troppo facile profetizzare, un grimaldello per radere al suolo ogni principio di tutela.
Non è tutto qui: in deroga (anzi in barba) a qualsiasi altra disposizione, i beni archeologici ormai privatizzati "possono essere oggetto di attività contrattuale a titolo gratuito o oneroso e la loro circolazione è libera".
Anzi, a scanso di equivoci, chiunque ne presenti istanza è ipso facto non più punibile non solo per i reati previsti dal Codice dei beni culturali, ma nemmeno per i reati di cui agli articoli 648 e 712 del Codice Penale (rispettivamente: "Ricettazione" e "Acquisto di cose di sospetta provenienza"). Ricettare antichità, acquistarle e rivenderle anche se di sospetta provenienza (purché "in buona fede") diventa una virtù.
Questa vergognosa proposta è stata presentata dai deputati Carlucci, Orsini, Santulli, Licastro Scardino (tutti di Forza Italia) e, in un'altra variante senza modifiche sostanziali, da altri due deputati dello stesso partito, Gianfranco Conte e Marinello.
Continua dunque, e fu facile profezia, l'opera di smantellamento della tutela e del Codice Urbani approvato pochi mesi fa.
La legge-delega sull'ambiente fa a pezzetti l'art. 181 del Codice, regalando sanatorie indiscriminate a chiunque abbia deturpato il paesaggio in aree vincolate.
Il nuovo emendamento sui beni archeologici ha una portata ancor più vasta: non si tratta infatti di una sanatoria di situazioni pregresse (o che possono passare per tali), bensì di una "licenza di uccidere" il patrimonio archeologico ora e sempre, senza alcun limite e alcun discrimine se non la dichiarazione che tombaroli e ricettatori operano "in buona fede".
E come negarlo, se i loro complici siedono in Parlamento?
Ma all'impudicizia non c'è fine.
L'on. Conte ha dichiarato alla Camera (2 novembre) che la sua proposta ha il nobile fine di favorire "l'emersione dei beni archeologici in mano privata".
Non dunque di legittimare traffici illeciti e ricettazione si tratta, bensì di far "emergere" gli oggetti di scavo: "emergere", cioè sommergere senza speranza nelle mani di chi li ha illecitamente scavati, trafficati, acquistati e può ormai impunemente continuare a farlo.
Nella discussione alla V Commissione, un'opposizione tanto flebile da somigliare a un applauso è venuta dall'on. Maurandi (Ds), a cui la proposta non piace perché "non raggiungerebbe l'obiettivo che il presentatore si prefigge"; mentre l'on. Boccia (Margherita) ha parlato di "un vero e proprio colpo di spugna", e il sottosegretario all'Economia Vegas ha usato un linguaggio non meno duro ("una sanatoria per i tombaroli").
Ma entrambe le definizioni sono molto al di sotto della realtà: questa norma intende essere (e sarà, se approvata) un invito a un generalizzato do-it-yourself dello scavo archeologico, gratificato dall'assoluta certezza non solo di non compiere alcun reato, ma anzi di acquistare la proprietà dei rinvenimenti, e di poterli liberamente commerciare previo pagamento di un modestissimo obolo allo Stato.
In tal modo, il principio plurisecolare che ha regolato la tutela in Italia - la proprietà statale dei reperti archeologici comunque rinvenuti - viene cancellato con un blitz brutale. Si apre su tutto il territorio nazionale una gigantesca caccia al tesoro, si beffeggiano i Carabinieri del benemerito Nucleo per la tutela del patrimonio artistico, impegnatissimi nel recupero dei beni archeologici trafugati (resteranno ora senza lavoro?), si vanificano tutte le azioni in corso (anche della magistratura) per il recupero del patrimonio archeologico illegalmente acquisito da collezioni e musei stranieri.
Questa norma non solo viola la Costituzione, ma la offende.
Essa rivela che cosa è il "Codice Urbani" per una parte almeno della maggioranza di governo che lo ha approvato: uno specchietto per le allodole, che ha consentito di concentrare il fuoco sul ministro Urbani al momento della discussione, diffondendo tuttavia la falsa impressione che con l'approvazione del Codice "i giochi sono fatti".
E' vero il contrario: per una qualche lobby il Codice è già in corso di smantellamento sul fronte dell'ambiente e dei beni archeologici.
Il resto fatalmente arriverà, se mancheranno reazioni adeguate nel Parlamento e nel Paese, e il Codice sarà presto carta straccia. A poco serviranno i ponderosi commentari che stanno già arrivando in libreria.
Questa, è bene sottolinearlo, non è una battaglia né di destra né di sinistra, è una battaglia di civiltà.
Le tiepide proteste delle opposizioni contro una norma tanto spudorata non sono meno preoccupanti della norma stessa.
Perché il partito trasversale dei nemici della tutela venga sconfitto, occorre un'alleanza delle buone volontà, degli onesti, di coloro (e ce ne sono in ogni parte politica) a cui ripugna la connivenza con ricettatori e trafficanti. Ma occorre anche informazione e consapevolezza dei cittadini.
Faremo in tempo ad arrestare questo cinico, irresponsabile invito allo scempio del nostro patrimonio archeologico?






























Medioevalia | novembre 18, 2004 15:41 | commenti (1) | link


mercoledì, 17 novembre 2004



 

 

Sarebbe inutile parlare di musica antica medioevale, che in ogni caso comprende vastissimi generi, senza poter ascoltare l’essenza di un pezzo esemplificativo come il DIES IRAE di Tommaso da Celano , sequenza ormai rimasta nella storia della musica , musicata poi dai più grandi compositori nei secoli a seguire, non sortendo tuttavia lo stesso effetto. Innegabile che il duecentesco Dies Irae , la mitica e cupa litania, rappresenti certamente quanto di meglio la cultura medioevale potesse creare. La “sequenza dei morti”, così denominata perché cantata in occasioni funebri, si riferisce chiaramente al giorno del giudizio, e ci catapulta in un’atmosfera cupa e terribile che ci assale dopo la prima strofa, fino a un crescendo di evocative immagini musicali angoscianti miste a momenti , soprattutto nel finale, in cui il lirismo raggiunge l’apice.

Diciannove strofe di puro medioevo … altro che Leopardi.

 

“Dies irae dies illa

solvet saeclum in favilla

teste David cum Sibylla.

 

Quantus tremor est futurus

quando iudex est venturus

cuncta stricte discussurus!

 

Tuba mirum spargens sonum

per sepulcra regionum

coget omnes ante thronum …”

 

Da qui la difficile riflessione sull'esistenza dell'inferno è d'obbligo, perchè ancora se ne parla dopo due millenni e cosa sarà mai ? Io rispondo citando il nauseato J.P. Sartre che avrebbe risposto "l'enfer c'est les autres" l'inferno sono gli altri ... (a porte chiuse, huis clos)


Medioevalia | novembre 17, 2004 23:01 | commenti (2) | link


martedì, 16 novembre 2004



"...E sì tosto come si fu dipartito, una pioggia cominciò a cadere, assai grande e meravigliosa, che gli durò fino al poggio che era lontano dal re ben mezza lega. E quando fu giunto al poggio, si fermò sotto un albero finché la pioggia fu passata e cominciò a guardare quella parte ove aveva lasciato il re, e vide venire in mezzo al mare una nave che era tutta piena di dame.

E quando la nave giunse alla riva, a quel luogo dove sta va il re, vennero alla murata della nave, e la signora di esse teneva Morgana, la sorella di re Artù, per la mano e cominciò a chiamare il re perché entrasse nella nave.

E il re, sì tosto come vide Morgana sua sorella, si levò in fretta da dove sedeva, ed entrò nella nave, e trasse dietro di sé il cavallo, e prese sue armi.

Quando Girfleto, che era sul poggio, ebbe tutto questo riguardato, tornò indietro tanto in fretta quanto fu possibile al cavallo, e tanto fece che giunse alla riva; e quando vi fu venuto, vede il re Artù fra le dame e riconobbe bene Morgana la fata, perché più d'una volta l'aveva veduta; e in poco tempo la nave si fu allontanata dalla riva più di quanto una balestra non potesse tirare in otto volte..."


Medioevalia | novembre 16, 2004 11:32 | commenti | link